CHIRURGIA DEI LOBI

Il lobo dell’orecchio contribuisce in maniera sensibile all’estetica del viso, è una zona erogena per eccellenza ed è l’unica parte del corpo che consente di adornare il volto con un bel paio di orecchini. In altre parole, i lobi sono una componente importante dell’anatomia umana, ed è proprio in ragione di ciò che molti pazienti di entrambi i sessi ricercano dal chirurgo plastico la correzione degli inestetismi di uno o di entrambi i lobi.

1) Chirurgia riduttiva

Malformazione congenita del lobo

La malformazione congenita del lobo è un’alterazione della dimensione del lobo presente sin dalla nascita, e può consistere sia in una dimensione eccessiva dei lobi rispetto alla dimensione delle orecchie, sia nella asimmetria tra i due lobi. La correzione chirurgica è relativamente semplice in entrambi i casi, e il risultato è un orecchio dall’aspetto gradevole e in armonia con il resto del volto.

Deformità del lobo associata all’invecchiamento (“lifting dei lobi”)

Il ringiovanimento dei lobi è un intervento ambulatoriale che mira a correggere la dimensione e l’aspetto globuloso o flaccido di lobi troppo grandi o prominenti. L’ingrossamento delle orecchie con il passare degli anni è un fenomeno fisiologico che riguarda le cartilagini, e si osserva infatti anche a livello della piramide nasale. L’ingrossamento dei lobi e il tipico aspetto “bulboso” oppure al contrario, flaccido, che essi assumono nella terza età sono associati sia all’invecchiamento sia all’azione della forza di gravità. L’intervento consiste nella riduzione della parte bulbosa o rilassata del lobo, solitamente attraverso la sezione di una porzione di tessuto seguita dalla chiusura della breccia e dalla ricostruzione del lobo in proporzioni esteticamente gradevoli. La correzione è indicata a qualsiasi età e anche in caso di lassità cutanea importante.

2) Chirurgia riparativa

Lacerazione parziale o completa del lobo, singola o multipla

La lacerazione del lobo a livello del/i foro/i degli orecchini è un fenomeno lento e inesorabile che si produce spesso in seguito all’abitudine di indossare gli orecchini anche durante la notte, e viene accelerato dall’uso prolungato o continuo di orecchini pendenti, specie se pesanti e/o di grandi dimensioni. La lacerazione può però anche essere di origine traumatica, e in tal caso si produce perché l’orecchino si impiglia accidentalmente in un capo di abbigliamento o nella spazzola per i capelli, o semplicemente perché un bambino affascinato dal bagliore “si appende” all’orecchino dell’adulto, esercitando una trazione improvvisa e violenta che produce la rottura del tessuto.

La lacerazione può essere parziale – e in tal caso si produce solo un “allungamento” del foro in corrispondenza dell’orecchino, con il conseguente allungamento patologico dell’intero lobo, oppure completa – e in questo caso l’intero lobo viene lacerato, talvolta anche con perdita di tessuto. In alcuni casi sono presenti entrambi gli inestetismi, non di rado sullo stesso orecchio. Tale condizione viene comunemente chiamata “lobo bifido” o “lobo a forchetta”. L’intervento consiste nella riparazione della lacerazione, qualunque sia la sua estensione. In caso di mancanza di tessuto i due lembi rimasti vengono riavvicinati e suturati in modo tale da ripristinare il corretto profilo del lobo.

Deformità acquisita del lobo (espansori o “gauging”)

Questa deformità, indotta dall’inserimento volontario di espansori di dimensioni crescenti produce, una volta rimosso l’espansore, un lobo che ha perso completamente la sua elasticità fisiologica e non potrà più, in maniera autonoma, ritornare alla dimensione e alla forma naturali. A causa della forza di gravità, la pelle del lobo pende flaccida e vuota ai lati del viso. Anche in questo caso solo la chirurgia è in grado di chiudere l’apertura e di eliminare il tessuto in eccesso, fino a ripristinare nel lobo operato un aspetto normale che non lascia praticamente traccia della deformità precedente.

3) Chirurgia ablativa

Cheloide del lobo o dell’orecchio

I cheloidi sono formazioni circatriziali anomale che si producono, nei soggetti predisposti, in conseguenza di una rottura o di una lacerazione della pelle, spesso dopo un piercing. I cheloidi possono raggiungere dimensioni grottesche e dar luogo a formazioni dolorose che compromettono gravemente l’aspetto dell’orecchio. Il trattamento chirurgico consiste nella rimozione del cheloide, e qualora la localizzazione del cheloide sia a livello del lobo, nell’utilizzo del tessuto integro rimasto per la ricostruzione del lobo danneggiato.

  • Tipologia dell’intervento: ambulatorio chirurgico, anestesia locale
  • Durata dell’intervento: in funzione della complessità, dai 15 ai 30 minuti/orecchio
  • Dolore post-operatorio: assente
  • Ripresa delle attività: immediata
  • Sutura: punti non riassorbibili, vengono rimossi dal chirurgo 14 giorni dopo l’intervento
  • Piercing: è possibile riforare i lobi a distanza di 3 mesi dall’intervento
  • Controindicazioni: nessuna
  • Rischi e complicanze: infezione e diastasi della ferita (entrambe rarissime).

Qualche consiglio per prevenire gli inestetismi del lobo dell’orecchio

  • Togliere gli orecchini prima di andare a dormire
  • Evitare di indossare gli orecchini pendenti quotidianamente, e riservarli piuttosto alle occasioni speciali
  • Togliere le creole (orecchini ad anello) e gli orecchini pendenti quando si gioca con i bambini
  • Togliere gli orecchini prima di svestirsi o di fonare i capelli
  • Se si sa di essere predisposti ai cheloidi, evitare il piercing delle orecchie e preferire gli orecchini con la clip.