LA MASTOPLASTICA ADDITIVA

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico che permette di aumentare il volume del seno utilizzando delle protesi mammarie in gel di silicone.

Le indicazioni per la mastoplastica additiva

Le indicazioni per questo tipo di intervento sono:

  • Atrofia mammaria (mancato sviluppo del seno fin dalla pubertà)
  • Ipotrofia (diminuzione del volume del seno come conseguenza di gravidanze, allattamento, cali ponderali, ecc.)
  • Asimmetria mammaria

I risultati della mastoplastica additiva

L’intervento di mastoplastica additiva permette di ottenere il volume del seno che la paziente desidera, con un aspetto molto naturale e proporzionato alle caratteristiche del fisico quali altezza, peso, circonferenza del torace, e così via. Se ben eseguito, nell’intervento di mastoplastica additiva le protesi non risultano visibili, e nei limiti di un aumento di volume ragionevole, neppure palpabili al tatto.

L’intervento di mastoplastica additiva

L’intervento di mastoplastica additiva si esegue in anestesia generale, e dura mediamente un’ora e mezza.

Si esegue in regime di day hospital, con dimissione dopo circa 4 ore dall’intervento.

Possono essere utilizzate protesi di varie forme: protesi mammarie rotonde, protesi mammarie anatomiche (a goccia) – e variabili anche in termini di volume, e consistenza; quest’ultima varia in funzione del tipo di gel di silicone utilizzato.

Una variante particolare di protesi è quella rivestita in poliuretano, il cui vantaggio è quello di diminuire notevolmente l’incidenza della contrattura capsulare, che consiste in un ispessimento e irrigidimento della sottile capsula che fisiologicamente riveste la protesi mammaria inserita.

Le protesi possono essere inserite dalla parte inferiore dell’areola, dal solco sottomammario, o dall’ascella, e possono essere posizionate dietro alla ghiandola mammaria, dietro il muscolo gran pettorale, oppure dietro la fascia che lo ricopre.

Generalmente si sceglie di posizionare la protesi dietro la ghiandola mammaria quando esiste un minimo volume mammario/ghiandolare, mentre si preferisce la sede retromuscolare nei casi in cui la ghiandola mammaria è poco sviluppata. La tecnica sottofasciale è a metà strada tra le due tecniche chirurgiche citate, e riunisce i vantaggi di entrambe.

Occasionalmente, di solito nella sede retromuscolare, vengono posizionati dei drenaggi aspirativi che in genere vengono rimossi dopo 24-48 ore.

Al termine dell’intervento viene applicata una piccola medicazione e viene fatto indossare alla paziente un reggiseno sportivo contenitivo, da utilizzare giorno e notte per un mese dall’intervento. Il dolore post-operatorio è in genere molto contenuto, e in ogni caso controllabile con i farmaci antidolorifici.

L’eventuale edema (gonfiore) e le ecchimosi (lividi) successivi si risolvono spontaneamente nell’arco di qualche giorno.

La ripresa delle normali attività quotidiane può aver luogo dopo 48 ore.

I punti di sutura vengono rimossi in media a 7 giorni di distanza dall’intervento.

Precauzioni dopo la mastoplastica additiva

Successivamente all’intervento, si consiglia di sospendere l’attività sportiva e di non esporsi al sole o all’azione delle lampade solari, o di frequentare sauna o bagno turco, per 30 giorni. L’intervento di mastoplastica additiva non compromette la possibilità di allattare e di sottoporsi ai periodici controlli mammografici.

Le cicatrici della mastoplastica additiva

Sono posizionate in corrispondenza della zona di inserimento delle protesi: parte inferiore dell’areola, solco sottomammario, sotto l’ascella. Sono molto sottili e tendono con il tempo a diventare sempre meno visibili.

Le complicanze della mastoplastica additiva

La complicanza più frequente dopo l’intervento di mastoplastica additiva è la cosiddetta “contrattura capsulare”, che consiste in un ispessimento e irrigidimento della sottile capsula che fisiologicamente riveste la protesi mammaria inserita. Altre possibili complicanze, seppur rare, sono l’ematoma, l’infezione, e la dislocazione (spostamento) della protesi.