I tatuaggi sono il risultato di un sofisticato processo infiammatorio: il cuore trafitto è per certi versi molto simile a un’infezione, che diventa permanente perché il corpo non smette mai di combatterla. L’ago che penetra nell’epidermide e guida l’inchiostro (e i suoi metalli pesanti) nel derma scatena una reazione che dà il via al processo infiammatorio. Le cellule del sistema immunitario accorrono al sito ferito dove i macrofagi cercano di distruggere l’inchiostro – che per l’organismo è ovviamente un corpo estraneo – nel tentativo di eliminare l’infiammazione. Una parte dell’inchiostro viene assorbita dai fibroblasti, La parte visibile del tatuaggio è quella che resiste all’attacco del sistema immune, che nel tempo e con il procedere della reazione immunitaria porterà in ogni caso alla graduale e parziale degradazione (fading) del tatuaggio stesso.