LASER PER RIMOZIONE TATUAGGI

Il laser Q-switched per la rimozione dei tatuaggi.

Il laser Q-switched è la soluzione ideale e sicura per la la rimozione dei tatuaggi. Il laser Q-switched permette infatti di frammentare l’inchiostro dei tattoo riproducendo, in maniera accelerata, lo sbiadimento naturale creato dal tempo e dall’esposizione alla luce solare. Il fascio di luce emesso dal laser cerca il contrasto tra il tono cromatico della pelle e quello del pigmento, pulsando intensamente sulla cute per scomporre l’inchiostro in particelle sufficientemente piccole da venire riassorbite dall’organismo.

Secondo la Società Europea di Dermatologia e Venereologia, 120 milioni di persone nel mondo hanno almeno un tatuaggio (adulti 15%, giovani 30%), e il 30% sta seriamente meditando di sbarazzarsene.

La scelta di farsi fare un tatuaggio del quale si finisce per pentirsi sarebbe legata alla cosiddetta ”illusione della fine della storia”, un particolare fenomeno psicologico grazie al quale teenagers e adulti di ogni età sono perfettamente consapevoli che i loro gusti e le loro preferenze hanno continuato a cambiare negli anni, e tuttavia pensano che non cambieranno più. Il risultato è la credenza errata che il tatuaggio che tanto li affascina oggi continuerà a piacergli anche in futuro.

I laser Q-switched di nuova generazione hanno lunghezze d’onda multiple che consentono di trattare una gamma ampia di pigmenti. Tuttavia, ogni pigmento ha uno spettro specifico di assorbimento della luce: più marcato è il contrasto tra il tatuaggio e la pelle, migliore sarà il risultato. Tipicamente, il nero e i colori scuri sono i più facili da rimuovere, mentre i verdi e gli inchiostri fluorescenti sono difficili da trattare e richiedono svariate sedute. I gialli, il bianco e il beige sono praticamente ineliminabili (ghosting). Il laser Q-switched Nd:YAG (lunghezza d’onda 532-1064 nm) è adatto a rimuovere i pigmenti rossi (532 nm) e i pigmenti neri e blu (1064 nm).

Prima di iniziare l’applicazione, che avviene in anestesia locale (pomata anestetica), si stabiliscono la quantità di energia (flounce/joules/jcm²), la dimensione della zona da trattare e la velocità del trattamento (Hz/hertz).

I fattori che possono influenzare il risultato sono:

  • Il tipo di tatuaggio: più complessi da trattare, dal momento che a ogni pigmento corrisponde una specifica lunghezza d’onda del laser, sono quelli professionali multipigmento; i più semplici sono quelli monocromatici a pigmento scuro (nero o blu), specialmente su una pelle chiara;
  • La profondità di iniezione del pigmento;
  • La dimensione del tatuaggio;
  • Il tempo di permanenza del tatuaggio: più “vecchio” è il tatuaggio, più è facile frammentare i pigmenti colorati
  • Il tipo e la tonalità cromatica della pelle del paziente.

Durante la seduta il fascio laser attraversa la pelle senza causare alcun danno, mirando unicamente all’inchiostro. La crosticina che si forma sulla zona trattata guarisce spontaneamente nell’arco di qualche giorno e raramente si producono alterazioni nella pigmentazione (iper- o ipo-pigmentazione) o esiti cicatriziali.

Nei 30 giorni precedenti il primo trattamento, nei giorni che intervallano le sedute, e nei 30 giorni successivi all’ultimo trattamento, è necessario evitare l’esposizione al sole o l’uso di lampade abbronzanti; dopo ogni trattamento inoltre bisogna utilizzare una crema con fattore di protezione solare (SPF almeno 25) per 30 giorni.

Il processo di rimozione è graduale, e in genere prevede 5-8 sedute distanziate di 3-4 settimane, in funzione dell’estensione del tatuaggio e del numero di pigmenti da rimuovere.