Il Dott. Guido Maronati spiega quando ricorrere alla medicina e quando alla chirurgia estetica
Le donne che si amano sono minacciose; gli uomini che le amano, ancora di più.
(Naomi Klein)
Il culto dell’aspetto fisico e la ricerca di un’immagine attraente a qualunque età sono le due grandi forze che negli ultimi decenni hanno segnato la nascita di un concetto rivoluzionario, il benessere estetico.
La lunga strada che dalla chirurgia estetica (1) porta ai moderni trattamenti “soft” si delinea nei primi anni ’70, quando l’endocrinologo francese Jean Jacques Legrand conia il termine “medicina estetica”. A partire dal 1973, negli Stati Uniti gli sforzi pioneristici, le scoperte e le invenzioni di specialisti di ogni ramo della medicina portano allo sviluppo delle metodiche e delle sostanze che ci consentono oggi di eseguire interventi discreti, veloci, e praticamente indolori.
Niente è bello e autentico.
(Jonathan Safran Foer)

La medicina estetica è una branca emergente della medicina basata su tecniche e procedure che hanno l’obiettivo di migliorare e perfezionare l’aspetto, la consistenza e i contorni della pelle, del viso e del corpo, e di conseguenza il benessere psicofisico.

Per maggior chiarezza, vale la pena sottolineare che per quanto esista indubbiamente una parziale sovrapposizione tra medicina estetica e chirurgia estetica, solo la medicina estetica impiega metodiche e tecnologie non invasive o minimamente invasive. Le procedure chirurgiche invasive che comportano invece un intervento profondo sui tessuti, come per esempio il lifting o l’addominoplastica, restano di esclusiva competenza della chirurgia estetica e vengono eseguite in sala operatoria e in narcosi.

Le procedure della medicina estetica si limitano generalmente a iniezioni sottocutanee o a livello del derma – come avviene con i filler o con la tossina botulinica, o a incisioni minime – come nel caso del “lifting con i fili”, oppure ancora a trattamenti laser che agiscono sugli strati superficiali della pelle.

La rapida crescita mondiale della medicina estetica è da attribuire in gran parte all’aumentata domanda di trattamenti di ringiovanimento che non prevedano la chirurgia; per sentirsi più a proprio agio con sé stessi e con gli altri, i pazienti di entrambi i sessi desiderano avere un aspetto migliore in tempi brevissimi, con risultati misurabili ma molto naturali, e un’interruzione minima o inesistente delle loro attività quotidiane. Il profilo di questi pazienti è proprio e unico della medicina estetica e della chirurgia estetica, a differenza delle altre specialità mediche in cui si diagnosticano e si trattano condizioni patologiche congenite o acquisite.

Tuttavia, nonostante la medicina estetica sia stata adottata per le ragioni che abbiamo descritto, il suo obiettivo non è quello di sostituire la chirurgia estetica; in altre parole, la relazione tra le due discipline è sinergica. Occasionalmente è possibile ricorrere a tecniche meno invasive rispetto alla chirurgia per indicazioni simili in pazienti che le richiedono o quando le si ritenga, per una serie di motivi, più adatte.

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