Ritratto di un uomo

Che cosa rende “virile” un viso maschile? In linea di massima, rispetto alla sua controparte femminile il viso di un uomo è tendenzialmente più squadrato e ha tratti più marcati.

> Nella porzione superiore del viso gli uomini tendono ad avere la fronte più ampia, dritta e sfuggente rispetto alle donne, in proporzione gli occhi sono più distanti tra di loro e in genere più piccoli e più infossati, le sopracciglia sono più spesse e meno arcuate, le bozze frontali più pronunciate.

> Nella porzione centrale del viso osserviamo che negli uomini, a causa della maggior quantità di cartilagine, il naso è più largo, lungo, dritto e sporgente, mentre il quello femminile è tendenzialmente piccolo e incavato. Nel viso maschile gli zigomi sono meno prominenti, e la minore quantità di tessuto adiposo impedisce la rotondità e la pienezza che contraddistinguono invece le guance delle donne.

> Nella porzione inferiore del viso, rispetto a quelle femminili le labbra dell’uomo sono più sottili, soprattutto a livello del labbro superiore. La distanza tra quest’ultimo e la base del naso è maggiore, la mascella è ampia e spesso squadrata, l’angolo tra la mascella e il mento è più acuto, e il mento è più lungo e piatto.

La pelle dell’uomo: un mondo a sé
La pelle maschile del viso e del corpo è più pelosa, più spessa, più elastica, e più soda di quella femminile. Infatti, sotto l’influenza degli ormoni androgeni (testosterone), gli strati dell’epidermide maschile sono più spessi di quelli femminili e più ricchi di collagene ed elastina, che contribuiscono a mantenere elasticità e tonicità della cute. Il maggior spessore conferisce alla pelle dell’uomo una grande resistenza, e la rende meno reattiva agli stimoli ambientali. Diversamente dalla donna, dove il fenomeno è più drastico, con l’avanzare degli anni nell’uomo la produzione di collagene diminuisce a velocità costante, rendendo più lento l’assottigliarsi della pelle – uno dei principali fattori dell’invecchiamento cutaneo.

Caratterizzata da un maggior numero di ghiandole sebacee, la pelle maschile è anche più grassa (la produzione di sebo è doppia rispetto a quella delle donne) e dunque più protetta dalle aggressioni esterne, ha un maggior numero di pori e di maggiori dimensioni. Anche il sebo è diverso: il film idrolipidico maschile è più ricco di squalene, un comedogenico dai noti effetti irritanti e infiammatori. Il terreno sarà dunque da un lato più favorevole alla comparsa dell’acne e all’untuosità superficiale, ma dall’altro costituisce un vantaggio rispetto all’invecchiamento cutaneo, che si manifesterà più tardi ma sarà più veloce una volta iniziato.

Nell’arco di una vita, in media un uomo si raserà la barba 16.000 volte. La rasatura quotidiana è un fattore stressante importante per la pelle, perché rimuove lo strato superiore delle cellule cutanee e la espone alle aggressioni esterne. L’irritazione dovuta alla rasatura riguarda circa il 40% degli uomini, soprattutto quelli con le pelli giovani e chiare.

Durante l’invecchiamento gli uomini perdono più massa muscolare rispetto alle donne. Le rughe compaiono più tardi, ma sono più profonde, e insieme al gonfiore degli occhi e alle occhiaie conferiscono il tipico aspetto “stanco”.