Un seno più grande, ma quanto più grande?

Un seno più grande, ma quanto più grande?Per ottenere un risultato naturale, esteticamente gradevole e diciamolo - elegante - sono cinque i primi criteri orientativi:1. la larghezza del seno2. la larghezza del torace3. l’altezza del seno4. la qualità della pelle (soda o rilassata?)5. i desideri della pazienteLe indicazioni della mastoplastica additiva sono: > atrofia mammaria (mancato sviluppo del seno fin dalla pubertà)> ipotrofia (diminuzione del volume del seno come conseguenza di gravidanze, allattamento, cali ponderali, ecc.)> asimmetria mammariaContinua a leggere: http://bit.ly/2vwNUpk

Pubblicato da Guido Maronati su Venerdì 4 agosto 2017

Per ottenere un risultato naturale, esteticamente gradevole e diciamolo – elegante – sono cinque i primi criteri orientativi:

1. la larghezza del seno
2. la larghezza del torace
3. l’altezza del seno
4. la qualità della pelle (soda o rilassata?)
5. i desideri della paziente

Un seno più grande, ma come?Il posizionamento delle protesi mammarie: dove come e perché.(1) RETROMAMMARIO o RETROGHIANDOLARE. La protesi viene impiantata dietro al parenchima mammario. In questa metodica inadatta alle donne molto magre le protesi vengono impiantate sotto la pelle, il grasso e il tessuto del seno, ma al di sopra del muscolo pettorale. La tecnica offre due vantaggi - la possibilità di risollevare i tessuti rilassati dei poli inferiori dei seni evitando così le incisioni più estese previste dalla mastopessi (l’intervento di “lifting” del seno) e la minore invasività, dovuta al non coinvolgimento del muscolo gran pettorale(2) RETROMUSCOLARE PARZIALE. La protesi viene impiantata parzialmente dietro al muscolo grande pettorale(3) RETROMUSCOLARE TOTALE. La protesi viene impiantata completamente dietro al muscolo grande pettorale. Nel posizionamento retromuscolare parziale o totale la protesi viene inserita tra le ossa toraciche e i muscoli pettorali. Il rischio di palpabilità della protesi è minore rispetto alla metodica retroghiandolare perché l’impianto è circondato da una quantità maggiore di tessuto. Tuttavia, con questa metodica in genere le protesi vengono posizionate più in alto sul torace, e in presenza di una contrazione dei muscoli pettorali gli impianti possono tendere a scivolare verso l’alto in modo innaturale(4) “DUAL PLANE”. La protesi mammaria viene impiantata parzialmente dietro al muscolo grande pettorale e parzialmente dietro al parenchima mammario, ossia simultaneamente su due piani (dual plane); prevede la sezione completa di un gruppo specifico di fasci muscolari in modo da modificare la dinamica protesi-tessuto molle riposizionando anatomicamente alcune porzioni del grande pettorale. I vantaggi sono un maggior controllo della forma della porzione inferiore della mammella e una minore palpabilità dei contorni della protesi Continua a leggere: http://bit.ly/2ucVVk5

Pubblicato da Guido Maronati su Venerdì 4 agosto 2017

Un seno più grande, ma come?

Il posizionamento delle protesi mammarie: dove come e perché.

(1) RETROMAMMARIO o RETROGHIANDOLARE. La protesi viene impiantata dietro al parenchima mammario. In questa metodica inadatta alle donne molto magre le protesi vengono impiantate sotto la pelle, il grasso e il tessuto del seno, ma al di sopra del muscolo pettorale. La tecnica offre due vantaggi – la possibilità di risollevare i tessuti rilassati dei poli inferiori dei seni evitando così le incisioni più estese previste dalla mastopessi (l’intervento di “lifting” del seno) e la minore invasività, dovuta al non coinvolgimento del muscolo gran pettorale

(2) RETROMUSCOLARE PARZIALE. La protesi viene impiantata parzialmente dietro al muscolo grande pettorale

(3) RETROMUSCOLARE TOTALE. La protesi viene impiantata completamente dietro al muscolo grande pettorale. Nel posizionamento retromuscolare parziale o totale la protesi viene inserita tra le ossa toraciche e i muscoli pettorali. Il rischio di palpabilità della protesi è minore rispetto alla metodica retroghiandolare perché l’impianto è circondato da una quantità maggiore di tessuto. Tuttavia, con questa metodica in genere le protesi vengono posizionate più in alto sul torace, e in presenza di una contrazione dei muscoli pettorali gli impianti possono tendere a scivolare verso l’alto in modo innaturale

(4) “DUAL PLANE”. La protesi mammaria viene impiantata parzialmente dietro al muscolo grande pettorale e parzialmente dietro al parenchima mammario, ossia simultaneamente su due piani (dual plane); prevede la sezione completa di un gruppo specifico di fasci muscolari in modo da modificare la dinamica protesi-tessuto molle riposizionando anatomicamente alcune porzioni del grande pettorale. I vantaggi sono un maggior controllo della forma della porzione inferiore della mammella e una minore palpabilità dei contorni della protesi.

Un seno più grande, ma fino a un certo punto.Nella condizione anatomica ideale in cui la gabbia toracica è piatta, le protesi mammarie non influenzano la distanza tra i seni, che resteranno perfettamente allineati al centro geometrico dell’emitorace. Forme diverse, invece, modificano la proiezione della mammella con protesi aumentando la divergenza dei seni se il torace è convesso, riducendola se il torace è concavo.

Pubblicato da Guido Maronati su Domenica 6 agosto 2017

Un seno più grande, ma fino a un certo punto.

Nella condizione anatomica ideale in cui la gabbia toracica è piatta, le protesi mammarie non influenzano la distanza tra i seni, che resteranno perfettamente allineati al centro geometrico dell’emitorace. Forme diverse, invece, modificano la proiezione della mammella con protesi aumentando la divergenza dei seni se il torace è convesso, riducendola se il torace è concavo.

Un seno più grande? Dipende anche dai muscoli.In linea di massima il muscolo grande pettorale si inserisce nel centro geometrico della cassa toracica, ma non sempre è così: i suoi fasci possono essere più vicini o più lontani da questo centro, così come la pelle che li ricopre può essere più o meno aderente allo sterno. La condizione anatomica di partenza si riflette sulle scelte del chirurgo, infatti:> quando i fasci del grande pettorale sono distanziati, quest’ultimo verrà parzialmente sezionato per alloggiare protesi con la base più larga, che consentono di riavvicinare i muscoli e prevenire un solco intermammario troppo ampio> se invece i fasci muscolari sono molto ravvicinati, lo scollamento parziale del muscolo va fatto a regola d’arte per permettere ai seni di distanziarsi correttamente ed evitare una complicanza nota come “monoseno”, o simmastia, che si produce anche quando le protesi sono troppo grandi > un grande pettorale spesso e con la base larga andrà parzialmente assottigliato e scollato per far spazio alle protesi e assicurare al solco intermammario un angolo corretto.

Pubblicato da Guido Maronati su Martedì 8 agosto 2017

Un seno più grande? Dipende anche dai muscoli

In linea di massima il muscolo grande pettorale si inserisce nel centro geometrico della cassa toracica, ma non sempre è così: i suoi fasci possono essere più vicini o più lontani da questo centro, così come la pelle che li ricopre può essere più o meno aderente allo sterno. La condizione anatomica di partenza si riflette sulle scelte del chirurgo, infatti:

> quando i fasci del grande pettorale sono distanziati, quest’ultimo verrà parzialmente sezionato per alloggiare protesi con la base più larga, che consentono di riavvicinare i muscoli e prevenire un solco intermammario troppo ampio

> se invece i fasci muscolari sono molto ravvicinati, lo scollamento parziale del muscolo va fatto a regola d’arte per permettere ai seni di distanziarsi correttamente ed evitare una complicanza nota come “monoseno”, o simmastia, che si produce anche quando le protesi sono troppo grandi

> un grande pettorale spesso e con la base larga andrà parzialmente assottigliato e scollato per far spazio alle protesi e assicurare al solco intermammario un angolo corretto.